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Storia delle corse virtuali: il virtual racing dall’Inghilterra all’Italia

Corse di cavalli, virtual racesIl Virtual Racing, ovvero il gioco di scommesse sulle corse virtuali, è una modalità di scommesse che ha il suo inizio negli Anni Zero in Inghilterra, primo paese a legalizzare le scommesse nel 1961. Per estendere il numero di gare di cavalli oltre il numero giornaliero legalmente consentito, i maggiori bookmakers si accordarono per proiettare delle corse virtuali, dove cani e cavalli disegnati al computer correvano su un grosso schermo televisivo. Questo permetteva di raccogliere scommesse anche una volta superato il numero legale  di gare quotidiane, se non addirittura oltre i normali orari di apertura degli ippodromi.

Le gare riproducevano virtualmente le principali piste inglesi, sia per cavalli (Portman Park, Steepledowns, Sprint Valley, Lucksin’ Downs, Hope Park, Canterbury Hills and Sandy Lanes) che per cani (Brushwood, Millersfield, Trapton Park and Mutleigh Cross).

Fu chiaro fin da subito che si trattava di “roulette di animali” o – come abbiamo iniziato a definirle su questo sito – delle “zoolette”. Con questo modo di dire, s’intende evidenziare come, diversamente dalle gare con animali reali, nel mondo virtuale al momento della scommessa venivano già fornite le esatte percentuali di probabilità di vincita di ciascun partecipante. Il successo fece sì che questo genere di gare si susseguisse sugli schermi a ritmi sempre più veloci, fino ad arrivare ai comuni 2:30 odierni.

In sintesi, quando si scommette su una corsa virtuale si puntano i propri soldi su una rappresentazione visuale di un’estrazione numerica gestita da un computer. Se immaginassimo  di usare per l‘estrazione un sacchetto di palline dove ogni cavallo (o cane) ha un colore diverso, allora avremmo un numero di palline proporzionali alle probabilità di vittoria stabilite prima che la gara cominci! Naturalmente ogni colore può essere estratto una sola volta, quindi non è possibile arrivare contemporaneamente primi e secondi. 

Il sistema si è diffuso velocemente dagli schermi televisivi in sale comuni, alle tipiche macchinette da bar. Più tardi, con la diffusione delle scommesse online, il sistema le virtual races hanno iniziato ad essere proposte anche su Internet, conquistando un successo immediato. In questo ambito, i provider più importanti sono SkyBet (che offre la migliore grafica), William Hill (che ha il vantaggio di proporre una prova gratuita del gioco, prima di puntare soldi reali) e Betfair (che,  però,  non sono ancora riuscito ad usare qui dall’Italia).

Dal 2006 ha iniziato a diffondersi una nuova interessante categoria di giochi di virtual racing, ancora più realistica nelle opzioni di gioco. Parlo di – in ordine di traffico - Newturf, Horseracingpark e Dogracer. Su questi siti web, ogni cavallo/cane che partecipa ad una gara viene allevato, addestrato e commerciato ,in un mercato dedicato, il tutto con l’utilizzo di soldi reali e strategie ispirate al mondo reale. Naturalmente, anche in questo caso, il tutto è un gioco di abilità in logica matematica.

Sull’arrivo delle corse virtuali in Italia ha scritto anche Ian Hudson su Gioconews, rivelando che sei dei maggiori player italiani sono interessati ad adottare questo prodotto il prima possibile: Snai, Sisal, Eurobet, Intralot, Cogetech e Lottomatica. Queste aziende hanno sottoscritto un contratto con Inspired (potete vederne l’ampia offerta di sport virtuali a questo link).

 

Restate sintonizzati per gli sviluppi, e informatevi meglio leggendo i miei post precedenti!